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RIGONI DI ASIAGO PER L’ARTE 2023 SBARCA AL MANN DI NAPOLI!

Con 33.569 voti on line la settima tappa del viaggio all’insegna della valorizzazione dei beni culturali dell’Azienda veneta arriva nella bellissima città partenopea

24 maggio 2023 – Sarà il MANN Museo Archeologico nazionale di Napoli (tra i più antichi ed importanti musei archeologici al Mondo!) ad accogliere la settima tappa di questo bellissimo percorso all’insegna della bellezza che Rigoni di Asiago, in collaborazione con Fondaco Italia, ha intrapreso nel 2015 in occasione dell’EXPO di Milano.

“La natura nel cuore di ….” è diventato un progetto vincente nel segno della responsabilità sociale d’impresa e della sostenibilità, temi oggi in voga ma, spesso, molto vaghi, differentemente dalla concretezza del restauro di un’opera d’arte che è sotto gli occhi di tutti.

Sette città, da Nord a Sud, attraverso le quali Rigoni di Asiago sta realizzando un “museo itinerante” lungo lo stivale per offrire alle persone che viaggiano un modo diverso di vedere ed interpretare l’arte, di apprezzare opere che purtroppo non godono della giusta attenzione, tanto è vasto il patrimonio del nostro Paese.

Dopo Milano, Venezia, Roma, Matera, Firenze e Bergamo, oggi è il turno di Napoli, illustre e prestigiosa capitale dell’arte a cui Goethe nel suo celebre “Viaggio in Italia”, compiuto alla fine del ‘700, ha dedicato il motto: “Vedi Napoli e poi muori” per sottolineare l’unicità delle sue bellezze artistiche e paesaggistiche.

A beneficiare della sensibilità di Rigoni di Asiago questa volta sarà una bellissima fontana in porfido rosso collocata nel “Giardino delle fontane”, uno dei due grandi chiostri che rendono lo spazio monumentale del MAAN così bello ed accogliente per migliaia di visitatori che ogni anno giungono da tutto il mondo.

L’opera, che secondo fonti storiche è stata rinvenuta alle Terme di Caracalla a Roma, per fattezza e tipologia è sicuramente prodotta su committenza imperiale per un contesto pubblico e viene datata al II sec. d.C. tra l’età di Traiano e quella di Adriano periodo in cui ci fu la maggiore diffusione del porfido rosso.

In precedenza la fontana, almeno fino al 1700, era collocata all’interno del giardino di Palazzo Farnese a Roma (oggi sede dell’Ambasciata di Francia in Italia) e successivamente in un magazzino al Museo di Portici ed ora al MANN.

Andrea Rigoni, Presidente di Rigoni di Asiago Spa
“Bella, grande partecipazione, entusiasmante oltre a tanti messaggi di complimenti che sono giunti in azienda: questa, in sintesi, la votazione che ha decretato il successo di Napoli. Per noi arrivare in questa splendida città di mare e indiscussa capitale dell’arte, supportati da un grande tifo e dall’accoglienza di oltre trentamila voti, è motivo di grande soddisfazione e anche di responsabilità. Per questo ci fa piacere contribuire a valorizzare un’opera d’arte e ad accendere una luce per sensibilizzare l’attenzione dell’opinione pubblica. Per capire Napoli la visita al MANN è una tappa fondamentale tante sono le opere d’arte di diverse epoche che testimoniano il complesso e glorioso passato della città e della sua regione. Sono veramente contento che il viaggio della Rigoni di Asiago faccia tappa nella città partenopea, un motivo in più per venire a visitarla e scoprire questo luogo magico. Non vedo l’ora che arrivi settembre momento in cui riconsegneremo questa splendida fontana in porfido rosso sotto una nuova luce. Grazie di cuore a tutte le persone che hanno partecipato e fatto vincere il valore dell’arte italiana!”


Enrico Bressan, Presidente di Fondaco Italia

“Sbarcare a Napoli con la forza di oltre 30.000 persone che hanno votato in soli 15 giorni, è motivo di orgoglio ed uno stimolo in più per far sì che l’arte del nostro Paese, grazie ad imprese illuminate come la Rigoni di Asiago si confermi asset di sviluppo. In questo particolare momento storico abbiamo bisogno di esempi positivi e concreti, abbiamo bisogno di messaggi valoriali, abbiamo bisogno di persone che, grazie al loro agire quotidiano serio, intraprendente, coerente e professionale contribuiscano ad attirare l’interesse in particolare dei giovani. La responsabilità sociale d’impresa è una forma di cultura in forza della quale può e deve scaturire anche un rinnovato spirito di appartenenza e la consapevolezza che possiamo progettare un futuro (un nuovo rinascimento) soltanto se conosciamo e valorizziamo il nostro passato. Dal 2015 Andrea Rigoni e la sua azienda, con grande serietà e coinvolgimento, stanno facendo questo e gli oltre trentamila voti di Napoli sono la conferma del gradimento da parte della gente e del fatto che siamo sulla strada giusta!”


Il progetto “La natura nel cuore di…” di Rigoni di Asiago,
in collaborazione con Fondaco Italia, è iniziato nel 2015 con l’importante intervento di recupero dell’Atrio dei Gesuiti (l’entrata storica del prestigioso Palazzo di Brera a Milano); nel 2016/2017 con il restauro dell’originale della statua di San Teodoro (il primo Patrono di Venezia) in Palazzo Ducale; nel 2018 con il restauro della fontana “Venezia sposa il mare” nel cortile di Palazzo Venezia a Roma; nel 2019 con il restauro della Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone a Matera; nel 2020 con i dipinti delle lunette lato est ed angolo sud del Chiostro Grande di Santa Maria Novella a Firenze per giungere infine nel 2021/2022 a Bergamo, con il restauro della Fontana Contarini in Piazza Vecchia, oggi cuore di Bergamo-Brescia, Capitale Italiana della Cultura.


MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli – Cenni storico-artistici

L’origine e la formazione delle collezioni sono legate alla figura di Carlo di Borbone, sul trono del Regno di Napoli dal 1734, e alla sua politica culturale: il re promosse l’esplorazione delle città vesuviane sepolte dall’eruzione del 79 d.C. (iniziata nel 1738 a Ercolano, nel 1748 a Pompei) e curò la realizzazione in città di un Museo Farnesiano, trasferendo dalle residenze di Roma e Parma parte della ricca collezione ereditata dalla madre Elisabetta Farnese.
Si deve al figlio Ferdinando IV il progetto di riunire nell’attuale edificio, sorto alla fine del 1500 con la destinazione di cavallerizza e dal 1616 fino al 1777 sede dell’Università, i due nuclei della Collezione Farnese e della raccolta di reperti vesuviani già esposta nel Museo Ercolanese all’interno della Reggia di Portici. 
Dal 1777 l’edificio fu interessato da una lunga fase di lavori di ristrutturazione e progetti di ampliamento, affidati agli architetti F. Fuga e P. Schiantarelli. Nel decennio della dominazione francese (1806-1815) furono realizzati i primi allestimenti e con il ritorno dei Borbone a Napoli nel 1816 assunse la denominazione di Real Museo Borbonico. Concepito come Museo universale, ospitava istituti e laboratori (la Real Biblioteca, l’Accademia del Disegno, l’Officina dei Papiri), successivamente trasferiti in altre sedi nel 1957.
Le collezioni del Museo, divenuto Nazionale nel 1860, sono andate arricchendosi con l’acquisizione di reperti provenienti dagli scavi nei siti della Campania e dell’Italia Meridionale e dal collezionismo privato. Il trasferimento della Pinacoteca a Capodimonte nel 1957 ne determina l’attuale fisionomia di Museo Archeologico.

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